domenica 30 gennaio 2011

Ammassalik: dal 1884 ad oggi

Ammassalik (Angmagssalik) - che nella lingua locale significa 'là dove ci sono gli ammassat ' (piccoli pesci simili alle sardine) – è un insieme di fiordi, canali, isolette, picchi rocciosi a filo del circolo polare artico, a 65°37′ N - 37°38′ W.

Fu raggiunto per la prima volta nel 1884 dal capitano di marina danese Gustav Holm, che, dopo aver doppiato capo Farwell, era salito verso nord alla ricerca di resti di insediamenti vichinghi. Entrato nei fiordi ghiacciati con un umiak manovrato da sei donne inuit della Groenlandia occidentale, scoprì alcuni villaggi dove 413 inuit (220 maschi e 193 femmine) vivevano cacciando la foca e pescando, in una condizione di totale dipendenza dall'ambiente circostante, pressochè simile a quella dell'età della pietra.
Dieci anni dopo, nel 1894, una stazione danese per il commercio delle pellicce e una missione religiosa luterana si insediarono ad Ammassalik.
La presenza di un emporio in cui le pelli potevano venire scambiate con generi alimentari disponibili in ogni periodo dell'anno, e l'offerta a chi rimaneva di comode abitazioni in legno, favorì l'inizio della sedentarizzazione della popolazione, e la nascita di un primo nucleo urbano, Tasiilaq, che richiamava stagionalmente tutte le famiglie dei villaggi.

Nel 1896 a causa di malattie consecutive portate dalla presenza europea la popolazione si era drasticamente ridotta a 294 unità.
Nel 1923 la sedentarizzazione di alcuni nuclei famigliari diede vita al villaggio di Tiniteqilaaq, nella parte centrale del fiordo di Sermilik.
Nel 1925 i danesi spostarono alcuni nuclei famigliari, per un totale di 70 individui, da Ammassalik a fondare la colonia di Scoresbysund, all'apparenza per diminuire la pressione demografica sulla zona, in realtà per vedersi riconosciuta la sovranità su tutta la costa nord-orientale.
Nel 1940 una base aereonautica militare americana si insediò a nord del fiordo di Sermiligaaq.
Nel 1952 a seguito della guerra fredda gli USA intensificarono la propria presenza in Ammassalik, creando sull'isola di Kulusuk la base militare DYE4.
Questa presenza massiccia di stranieri sradicò definitivamente la popolazione di Ammassalik dalla propria origine, e contribuì fortemente a occidentalizzare tutti i villaggi.

Nel 1974 un piteraq violentissimo con raffiche di vento che raggiunsero i 300 Km/h distrusse la maggior parte delle abitazioni di Tasiilaq, offrendo l'occasione per la ricostruzione con abitazioni più moderne.

Oggi gli abitanti di Ammassalik posseggono un tenore di vita moderno. La barca a motore ha sostituito il kayak, il fucile l'arpione, hanno il GPS per orientarsi e la radio e il telefono satellitare per comunicare, non vestono più di pelli bensì con abiti sintetici comodi e adatti al grande freddo artico, ma il loro comportamento è profondamente segnato per la perdita della identità originaria.


1 commento:

Anonimo ha detto...

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